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Chiesa parr. ‘S. Maurizio’ (sec. XX) Terrazzano di Rho (MI)
Dipinti murali
1978

E’ stato il primo lavoro d’arte sacra. Eseguito nell’arco di quattro mesi, si caratterizza per un’impostazione iconografica, concordata precedentemente con la committenza, distribuita a settori per la particolare disposizione architettonico-decorativa dell’area presbiteriale. L’impostazione figurativa si avvale di campiture nette e molto tonali e l’uso dell’oro zecchino nell’area del catino absidale, con l’immagine del Cristo e la simbologia degli Evangelisti, contribuisce a dare una preziosità a tutta la composizione. Tutte le figure dei personaggi sono dei ritratti diretti ed indiretti, mentre una curiosità è data dall’immagine di Giovanni Paolo II, forse una delle prime rappresentazioni, in quanto l’effigie dei due papi precedenti sono state escluse per l’avvicendarsi dei due rispettivi decessi.

Cappella Istituto ‘Sacra Famiglia’ (ch. nuova) Pianoro (BO)
Vetrate e Dipinti su tela
1998/99

Il ciclo di vetrate per la Cappella affronta due soggetti, una “Via Crucis” posta sulla parete laterale sinistra e una “Sacra Famiglia con il Cristo ascendente” distribuita nella grande parete retrostante l’altare. Le quattordici formelle della “Via Crucis”, tutte con forme diverse ed articolate ma con un punto in contatto tra loro, sono collocate in modo continuo così da definire un unicum compositivo. Il racconto si snoda con delle cromie che diventano sempre più intense e cupe sino alla quattordicesima, l’impatto figurativo delle varie stazioni è riconoscibile nel suo aspetto simbologico, e lo stesso sviluppo coloristico appare ricco e quasi con un gusto mosaicale. La gestualità delle figure è resa con essenzialità ma acquista pathos ed intensità quando il percorso della “Via Crucis” si fa più drammatico. Il gruppo di vetrate collocate nella grande parete dell’altare, contrariamente alla “Via Crucis”, e ad eccezione delle figure della Madonna, di Giuseppe e di Gesù, si distribuiscono autonomamente lungo lo spazio della parete definendo una forma triangolare come il gruppo della “Sacra Famiglia”. Tutte le vetrate che sembrano generate dal gruppo centrale definiscono una composizione complessa, dinamica, con una matrice triangolare e con un moto verso l’esterno in espansione come volessero occupare più spazio possibile della grande parete. Questo aspetto è generato dall’impatto iconografico della figura di Gesù, il Cristo risorto che con slancio ascensionale da una spinta verticale all’intera composizione. Tutte le vetrate sono illuminate con un impianto di fibre ottiche che crea una notevole suggestione nelle ore serali.
Nella stessa cappella sono collocati due dipinti su tela uno raffigurante “S.Francesco d’Assisi” e l’altro il fondatore dell’ordine delle Suore della ‘Sacra Famiglia’, il “Beato G. Nascimbeni”. Caratteristica delle due opere è una monocromia di tonalità calda, che accentua un certo grafismo pittorico.

Chiesa parr. ‘S. Pietro Apostolo’ (sec. XX) S. Pietro all’olmo di Cornaredo (MI)
Vetrate
1986/90 1998
Dipinti su tela
1997

Internamente alla chiesa sono stati collocati sulla parete frontale del transetto due dipinti su tela, di taglio alto e stretto raffiuguranti una “Sacra Famiglia” e “Sant’Ambrogio”.

Cappella (sec. XX) Centro Scolastico Argonne Milano
Dipinto su tela
1999

Il dipinto raffigurante la “Madonna Assunta” definisce un’immagine molto costruita e al contempo sfumata nelle tonalità, ha un movimento verticale accentuato e la stessa gestualità delle braccia sottolinea un atteggiamento ispirato e al contempo sacrale.

Chiesa parr. ‘S.S. Pietro e Paolo’ (sec. XIX) Vighizzolo di Cantù (CO)
Dipinti murali
1989

I dipinti murali della controfacciata, eseguiti in cinque mesi circa raffiguranti “Lo Spirito Santo e il Concilio Vaticano II”, si distribuiscono in tre grandi spazi ben distinti. In quello superiore, a forma di semicerchio, la composizione è prevalentemente svolta con un linguaggio astratto presentando l’immagine dello Spirito Santo sotto forma di colomba contornato da una raggiera formata da dodici elementi luminosi con moto centrifugo.La cromia è molto accesa e con una dominante azzurra. La pittura è resa con sfumature e velature successive e l’effetto visivo appare vibrante e dinamico. In quello centrale, il più impegnativo da un punto di vista iconografico, in uno spazio rettangolare di quattro metri in altezza per una lunghezza di quasi dodici, è rappresentato il ‘Concilio Ecumenico’ con una visione frontale dei Vescovi, al centro la figura del Papa e sullo sfondo la visione di un’ipotetica città. Lateralmente all’immagine dei prelati sono poste delle figure di laici e la rappresentazione di una famiglia, mentre di schiena, in una visione quasi circolare, si stagliano le sagome in controluce di una serie di figure, a significare la compartecipazione all’evento e la simbolica rappresentazione del concetto di chiesa nella sua dimensione ecumenica. Nel sottostante spazio attorno alla bussola d’entrata e in relazione alla tonalità scura delle figure in controluce, si sviluppa una composizione totalmente risolta con un linguaggio astratto dai forti toni chiaroscurati e che fa supporto visivo alla scena principale del Concilio.

I dipinti murali della controfacciata, eseguiti in cinque mesi circa raffiguranti “Lo Spirito Santo e il Concilio Vaticano II”, si distribuiscono in tre grandi spazi ben distinti. In quello superiore, a forma di semicerchio, la composizione è prevalentemente svolta con un linguaggio astratto presentando l’immagine dello Spirito Santo sotto forma di colomba contornato da una raggiera formata da dodici elementi luminosi con moto centrifugo.La cromia è molto accesa e con una dominante azzurra. La pittura è resa con sfumature e velature successive e l’effetto visivo appare vibrante e dinamico. In quello centrale, il più impegnativo da un punto di vista iconografico, in uno spazio rettangolare di quattro metri in altezza per una lunghezza di quasi dodici, è rappresentato il ‘Concilio Ecumenico’ con una visione frontale dei Vescovi, al centro la figura del Papa e sullo sfondo la visione di un’ipotetica città. Lateralmente all’immagine dei prelati sono poste delle figure di laici e la rappresentazione di una famiglia, mentre di schiena, in una visione quasi circolare, si stagliano le sagome in controluce di una serie di figure, a significare la compartecipazione all’evento e la simbolica rappresentazione del concetto di chiesa nella sua dimensione ecumenica. Nel sottostante spazio attorno alla bussola d’entrata e in relazione alla tonalità scura delle figure in controluce, si sviluppa una composizione totalmente risolta con un linguaggio astratto dai forti toni chiaroscurati e che fa supporto visivo alla scena principale del Concilio.