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Chiesa parr. “S.Paolo ap.” (sec.XX) Fizzonasco di Pieve Emanuele (MI)

Sculture (2001/2001)

Le opere scultoree in ordine di realizzazione sono la custodia eucaristica in bronzo con il riporto della tradizionale simbologia del pane e del vino, e il fonte battesimale dove su una struttura a base ottagonale è stata inserita una fascia orizzontale nella parte alta, avvolgente il fonte e raffigurante con un moto flessuoso il movimento dell’acqua. Il rilievo è stato realizzato in marmo rosa del Portogallo.

Chiesa parr. “S.ta Maria” (sec.XX) Assago (MI)

Sculture e Vetrate (2002/2004)

La chiesa presenta un intervento artistico molto articolato in cui il rapporto fra la vetrata e la scultura diviene l’elemento caratterizzante il suo interno. Il piano di lavoro è iniziato con l’installazione delle trentasette vetrate distribuite tutto intorno alla chiesa, caratterizzata da una planimetria particolare a forma di trifoglio.

Tutte le vetrate, ad eccezione della grossa e centrale, un moderno rosone a forma ottagonale, sono delle fasce alte e strette e sviluppano una composizione con un’evoluzione cromatica che inizia, in corrispondenza dell’ingresso, con tonalità chiare per giungere nell’area retrostante l’altare con intensi colori a dominanza azzurra, un riferimento simbolico a Maria a cui la chiesa è dedicata. Significativa inoltre la presenza del colore rosso che assume un movimento ascensionale sempre maggiore sino a culminare nelle aree azzurre e blu più intense. Si è passati in seguito alla realizzazione di tutti i poli liturgici, altare, ambone, fonte battesimale e sedi. Le opere sono in marmo rosa portoghese, una tonalità calda di colore che ben si armonizza con l’intervento di ristrutturazione architettonica a cui la chiesa nel suo interno è stata sottoposta, in particolare con il rifacimento ex novo della pavimentazione. L’altare, a forma quadrata, scelta voluta data la conformazione spaziale dell’interno, in tutte e quattro i lati è sviluppata un rilievo astratto che culmina nella parte frontale con la rappresentazione, anch’essa con un linguaggio sintetico e non descrittivo, dell’ “Ultima Cena”, resa con un rilievo più accentuato i cui chiaroscuri emergono con maggior vigore. L’altare, l’unico polo dove è sviluppato un elemento iconografico specifico, appare come una forma severa e insieme compatta, ha una venatura marmorea ricca di tonalità rosate calde e nell’insieme risulta una struttura leggera, anche per il rialzo della parte inferiore, in sintonia con la cromia e la spazialità della chiesa. L’ambone riporta sul lato frontale quattro forme strutturate verticalmente con un movimento che richiama la piegatura di un foglio aperto e sono un chiaro riferimento alla simbologia degli Evangelisti. E’ particolarmente intensa la venatura del marmo e non come in questo elemento vi è un raccordo visivo e cromatico con la tipologia della nuova pavimentazione. Il fonte battesimale, posto all’ingresso della chiesa, riprende la forma ottagonale sia della vetrata-rosone sia della struttura portante le tre cupole della chiesa stessa, e svolge un rilievo plastico a simulazione del movimento dell’acqua, generato da una fenditura per quattro degli otto lati. Le sedi nella loro essenzialità riportano sullo schienale un leggero rilievo modulato. A completamento dell’intervento marmoreo si segnala anche la struttura portante la custodia eucaristica e la serie di supporti, portacroce e porta ceri. Il lavoro si è infine concluso con la realizzazione di una croce bronzea posta nell’area celebrativa ma soprattutto con l’esecuzione in terracotta del ciclo della “Via Crucis” collocando le singole stazioni, separate l’un l’altra, lungo le sfaccettate pareti laterali. Il linguaggio plastico delle varie formelle richiama per l’essenzialità e il movimento morbido della forma il rilievo principale dell’altare, e questo ha permesso di dare una veste definitiva all’interno con un ulteriore elemento a tonalità calda, contribuendo così con tutte le altre opere scultoree e unitamente alla cromia prevalentemente fredda delle vetrate, un armonia e un carattere molto sacrale all’interno stesso della chiesa.

Cappella “Casa del Rosario” (sec.XXI) Rho (MI)

“PREGHIERA DI LUCE”

Vetrate e Sculture  (2006)

Il ciclo di vetrate per la Nuova Cappella della ‘Casa del Rosario’ è una composizione con un linguaggio non figurativo, caratterizzato da una gradazione cromatica dove il centro di maggior luminosità è in stretto rapporto con il luogo della celebrazione eucaristica. Tutte le quattro vetrate sono composte da pezzature vitree con un movimento curvo e a parabola, e si presentano con una preponderante dominante azzurra richiamante simbolicamente la figura di Maria. L’accentuata luminosità della prima vetrata a sinistra è in diretta relazione con la custodia eucaristica realizzata in ceramica policroma. Da qui la luce viene generata e irradiata idealmente sulla superficie delle vetrate. Nel progetto inoltre viene evidenziata una linea sottile che in fase di legatura e assemblaggio è realizzata con un filo di ferro. Le sovrapposizioni mediante uso di resina di vetro su vetro, definiscono ulteriori tonalità rendendo le vetrate più ‘disegnate’ e cromaticamente vibranti.
Il linguaggio artistico del progetto, di natura non figurativa, focalizza l’attenzione sull’elemento iconografico della luce in stretto rapporto sia al concetto della presenza mariana sia alla custodia eucaristica. Ma è la presenza della statua del Cristo, anch’essa in ceramica policroma, che da un impronta all’intera cappella facendone l’elemento centrale di tutto l’intervento artistico. La posizione centrale rispetto alla parete ed in particolare la doppia valenza iconografica con l’incisione del muro a forma di croce che rimanda al concetto di crocefissione, e la gestualità delle braccia, richiamano esplicitamente l’atto della resurrezione; con la mano sinistra è indicato un rapporto con la custodia eucaristica, mentre con la destra è in atto un’elevazione e al contempo un richiamo alla figura della madre sulla vicina tela dipinta. La compattezza e la severità del corpo è ancora di richiamo allo stato di ‘crocefissione’, ma l’energia spirituale che emana è anche simbolicamente sottolineata dall’inserimento di ‘raggere’ realizzate con filo di ferro dorato a foglia, posti in modo articolato a evidenziare la componente soprannaturale dell’evento. L’interno della cappella appare così come un luogo ricco di un’atmosfera raccolta ed intensa caratterizzato da una luminosità adatta ad uno spazio di preghiera e di meditazione.

Chiesa parr. “S.S. Pietro e Paolo” Pregnana Mil.se (MI)

“CAPPELLA DEGLI ANGELI”

Terracotta smaltata su fondo policromo  (2014)

La ‘Cappella degli Angeli’ è un rilievo scultoreo in terracotta smaltata sviluppato su tre pareti e presenta una composizione unica formata da circa n. 400 formelle di grandezza varia. Si articola su uno spazio complessivo di mq. 36 ed è arricchito da un intervento pittorico anch’esso distribuito sull’intera superficie. Nella parete centrale, la maggiore, è rappresentato un Concerto-Gloria di Angeli, in quella di sinistra l’Angelo al sepolcro vuoto, simbolo della resurrezione, mentre in quella di destra l’Arcangelo Michele, simbolo della vittoria del bene sul male. L’intera composizione è risolta con un modellato articolato a diversi spessori e si caratterizza per un altorilievo e una smaltatura che definisce le numerose formelle con tonalità bianche accostate ad altre con sfumature più rosate. Attorno alle figure degli Angeli è visibile su tutte le pareti una frammentazione di forme che danno continuità alla composizione mentre un fondale pittorico comune, risolto con cromie luminose ed intense, ne completa la percezione complessiva. L’opera è realizzata in terracotta rossa a materiale refrattario con smaltatura di colore bianco e lo spessore delle forme varia da un minimo di cm. 2 ad un massimo di cm. 10.